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Mantovani non è degno di sedere in Consiglio Regionale

La vicenda Mantovani è di una gravità inaudita: è tornato libero per un cavillo legale e potrà rientrare a pieno titolo tra i consiglieri regionali. Con che coraggio si disquisisce su un ‘cavillo’ davanti ad indagini in corso per reati come corruzione, concussione e turbativa d’asta? L’unico gesto logico e a tutela della reputazione del Consiglio Regionale sono le immediate dimissioni di Mantovani che leverebbero anche Maroni e la sua maggioranza da questo ennesimo “imbarazzo”. I lombardi ne hanno abbastanza e, se Mantovani dovesse tornare in consiglio, ciò costituirebbe la prova provata della perdita definitiva di  statura morale di questa Istituzione, terzo parlamento d’Italia, dopo Camera e Senato. E’ eticamente e moralmente opportuno che un indagato per tali reati contro la pubblica amministrazione sieda in Consiglio Regionale a rappresentare gli interessi dei cittadini e del bene comune? I “teorici” garanti delle istituzioni che si trincerano dietro i cavilli burocratici si squalificano da soli. Solo il M5S marca la differenza abissale con tutti gli altri partiti: sì alla presunzione di innocenza ma no a occupare una poltrona nelle Istituzioni con indagini di tale gravità sulle spalle.

I portavoce del M5S Lombardia

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